Il puro immaginario effettivamente non esiste.
Un’immagine che si materializza nel pensiero ha sempre un riferimento all’esperienza reale, anche l’ombra più sfuocata del sogno più remoto dell’inconscio.La chiamano pura immaginazione solo perché se n’è persa l’origine.
Tutto ciò che alimenta le nostre conoscenze – come sostiene lo stesso autore, uno dei più promettenti pittori sardi - è “ricostituente” della creatività, indipendentemete dalla categoria, umanistica, scientifica, o semplici esperienze personali, in cui ogni nuova conoscenza possa essere inquadrata. Non è determinante la tipologia delle cose apprese, ma la sensibilità o la capacità di meraviglia di chi le apprende, un po’ come nell’infanzia. Dall’impatto emotivo di fronte all’inedito dipenderanno i contenuti e la direzione delle successive elaborazioni mentali, dove le cose apprese, i ricordi, le remote tracce di sogni sopravvissuti, l’immaginazione e le emozioni si fondono misteriosamente in un’idea unica che può matrializzarsi in un dipinto.
Dedica