Tra i vari articoli di critica pubblicati su riviste specializzate, riportiamo alcuni passaggi tra i più rappresentativi delle qualità stilistiche del pittore sardo Antonello Solinas:

Ada Masoero
, critico d’arte e giornalista de “Il sole 24 ore”,  Milano 2003
Presentazione

……I suoi lavori vivono in un mondo sospeso e silenzioso, spesso deserto di presenze umane…

Come racchiusi in una “bolla” di silenzio,e quindi trasportate in regioni “altre”, metafisiche si vorrebbe dire, certo estranee al fluire vertiginoso della vita quotidiana, i dipinti di AntonelloSolinas sono eseguiti con una tecnica sofisticata, fatta di successivi passaggi di colore e di granulosità inserite nella materia pittorica, che immerge ogni immagine in una leggera, straniante foschia. Ne scaturische un universo denso di suggestioni, specie nelle vedute deserte: un universo poetico e lieve, rifugio sicuro dagli obblighi pressanti della nostra vita quotidiana.”


Tiziana Cordani, critico d’arte e giornalista.  Da “La cronaca”  di Cremona. 2005

Favolistiche interpretazioni del reale

“…..Le strutture compositive nei quadri del pittore sardo non sono mai oggettive, pur conservando una leggibilità chiara: gli oggetti che vanno ad occupare lo spazio, sovente riconoscibili, si propongono secondo posizioni nuove ed inusitate: la prospettiva dall’alto, il posizionamento in uno stesso piano di ogni cosa contenuta nella scena, con conseguente appiattimento dei volumi, tipica scelta di origine cubo-futurista, annullando la profondità dello spazio, annullano anche la prospettiva della narrazione, così che tutto accade contemporaneamente.

Si sviluppa così una forma di estraneità al reale e la narrazione subito si sposta verso i confini della fantasia e della favola…..”

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Andrea Coppini, critico d’arte e giornalista.  Da “Ok Arte”  -  Milano 2006
Fra cielo e terra

pittori sardi solinas“…..Una verità velata di sogno, tanto onirica quanto fortemente legata al reale. Così quel persistente odore di terra, di lavoro, di fatica, e nel contempo tanto immateriale e metafisica…. I soggetti delle sue opere, alcuni di valenza primariamente fantastica, altri più legati alla rappresentazione del vero (numerose sono le scene minerarie evidentemente riferite alla Sardegna e al paesaggismo) hanno in comune l’univocità del tratto…..”

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Monica Costa
, critico d’arte e giornalista.   Milano 2007

Cronache maledette con preghiera

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“…..Come nelle opere dei cantautori, le cui storie assumono una particolare intensità narrativa nell’accostamento tra  parole e musuca, negli ultimi lavori di Antonello Solinas si assiste, forse per la prima volta, ad un analogo tentativo di dare una maggiore forza espressiva al racconto proponendo una stessa idea in una duplice forma d’arte, l’immagine pittorica e la poesia…..”

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Mariolina Cosseddu, critico d’arte e insegnante di storia dell’arte.   Alghero 2009

Figurazioni e passioni tra nuvole e macerie

“...Così Antonello Solinas attinge all’archeologia dei ricordi e li salda alla condizione del presente in un viaggio mai a senso unico, dove si va e si torna dal passato all’attualità di situazioni che la pittura rende eterni e atemporali. Il suo universo figurale nasce infatti, contemporaneamente, da un’attenta osservazione del reale, dal contatto con i dati della quotidianità ma, quei dati, come i ricordi, vengono subito decantati della loro condizione di cose e accadimenti concreti, e condotti in un’altra dimensione, intima e personale, dove il tempo e lo spazio reali sono annullati, e in cui vigono altre leggi, estranee alla logica e alla razionalità…..”

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Figurazioni aprospettiche con parole e senza

E’ il titolo della mostra personale di Sassari svoltasi a Palazzo Ducale nell’aprile 2011. In seguito all’evento sono stati pubblicati alcuni articoli sulla stampa locale:

L’UNIONE SARDA: Le poesie a colori – Sassari, le tele di Solinas a Palazzo Ducale, di Giampiero Marras.

IL SASSARESE: Antonello Solinas, pittore non per caso, di Luca Foddai.

LA NUOVA SARDEGNA: Antonello Solinas, un artista cantastorie, di Chiaramaria Pinna.

Gli articoli, tutti corredati di foto di dipinti, mettono in risalto la singolarità delle “figurazioni in versi” distribuite in 15 lavori suddivisi in due serie “Cronache maledette con preghiera” e “Il piccolo randagio”. L’accostamento tra poesia e pittura è realizzato incorporando nel telaio del quadro una strofa che racconta l’immagine corrispondente. (Figurazioni aprospettiche con parole…)

Nella sezione “senza”, una trentina di opere quasi tutte del 2010 e del 2011, i temi sono molto vari e mai ripetitivi, legati a ricordi, impressioni dal vero, tracce oniriche e pura immaginazione, come è consuetudine dell’artista.

Lo stile della composizione, caratterizzato dall’assemblaggio degli oggetti al di fuori delle regole prospettiche, è un altro aspetto evidenziato dai critici, unitamente alle qualità cromatiche dove predominano colori tenui e sfumati, in linea con le remote suggestioni dei contenuti.


Commenti

TITO

on 16 marzo 2011, 17:22

Complimenti! Staordinarie le opere dei Nuragici. Bellissimo e originale per il mio libro “Gli Arcieri”. Forti le poesie. Ormai mi hai superato! Abbracci, Tito.

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